Panoramica. Si recupera formalmente la tappa del Bahrain che quindi conserva l’etichetta ufficiale sul Gran Premio e prende in carico l’organizzazione. Viene dichiarata l’allerta caldo che attiva la procedura di installazione obbligatoria del kit di raffreddamento, per la terza volta dopo Spielberg e Monza. La livrea della Mercedes adotta il verde acqua in omaggio ai colori della Petronas, l’Haas conferma l’uscita di Ocon per il 2027 e l’Aston Martin prolunga di un anno i contratti di Alonso e Stroll.
Gli aggiornamenti tecnici. La Mercedes delibera il primo pacchetto importante dopo Montreal, le modifiche interessano pance, fondo e sospensioni posteriori, ma non sembrano portare il guadagno delle simulazioni. Solo interventi minori per McLaren, Red Bull e Ferrari, oltre a soluzioni specifiche e temporanee per lo sfogo del calore sul circuito dove le temperature tradizionalmente sono da bollino rosso.
Venerdì. L’asfalto abrasivo incide più del previsto, soprattutto nel primo settore e questo sembra profilare una sfida diversa rispetto a Madrid e Baku, dove l’usura delle gomme era stata insignificante. A fine giornata il più veloce è Leclerc su Hadjar e Norris. Per impedimento a Bortoleto viene ammonito Hamilton e viene multata la Ferrari per 10 mila euro.
Sabato. Verstappen fa la pole con tre decimi di vantaggio su Hamilton e quattro su Hadjar che retrocede di cinque posti per sostituzione di elementi sull’insieme propulsivo. In P3 avanza Antonelli che ammette: “Dobbiamo capire meglio il nuovo pacchetto”. Leclerc, Norris, Piastri e Russell a seguire.
La gara. La partenza viene rinviata di un’ora e mezza, prima per pioggia, poi per sistemare un bug del software che provoca vari stop nel giro di formazione. Sulle intermedie schizzano in testa le Mercedes, chi ha azzardato le gomme da asciutto invece viene risucchiato indietro. Verstappen tiene contatto, alla prima safety car va su mescola morbida e da lì parte all’attacco, passa in testa e allunga su Antonelli e Russell che per precauzione sono su mescola media. La seconda safety car, a otto giri dalla fine, ricompatta ma non è decisiva: Verstappen vince su Antonelli e Hamilton, mentre Russell non vede il traguardo per ko del motore.
Il commento. La Formula 1 viene presa in contropiede dalla pioggia, alla prima gara bagnata con la nuova motorizzazione si scopre vulnerabile: è un inciampo rilevante, ma la Fia è anche pronta professionalmente a venirne a capo, scongiurando a tempo record il fiasco colossale di un ritiro di massa. Sul piano sportivo, Antonelli gestisce meglio di Russell l’imprevisto del fallimento del nuovo pacchetto e fa un altro passo verso il mondiale.
Gli altri fatti. Ferrari e McLaren sono fra quelli che anticipano le slick e fanno una scommessa che non paga, poi sull’asciutto la Ferrari ha un passo niente male che le restituisce il podio, ma il distacco finale resta poco rappresentativo, per via dell’ultima neutralizzazione della safety car. E perché le fanno gioco il ritiro di Russell e un guasto alla batteria di Hadjar nei chilometri finali.
Una curiosità. L’emergenza sui valori della qualità dell’aria per via degli incendi boschivi in Indonesia ha attivato la possibilità di ricorrere all’inseminazione delle nuvole, per provocare la pioggia e abbattere la foschia: a Sepang non si è mai superata la soglia del rischio moderato, ma a Kuala Lumpur e Putrajaya – dove nel weekend c’erano la maratona e il tour di Langkawi – i valori erano oltre il limite per gli individui sensibili.
Dati e statistiche. È la ventesima volta che la Formula 1 corre a Sepang, dove mancava dal 2017. Pole e vittoria di Verstappen sono le prime del sodalizio con Ford, l’Aston Martin per la prima volta in campionato accede in Q2 con entrambe le auto e Perez con sette pit stop uguaglia il record assoluto di Prost a Donington 1993.






