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Monza 2026, Antonelli da mondiale, li purga tutti dalla Ferrari a Russell

Monza 2026, Antonelli da mondiale, li purga tutti dalla Ferrari a Russell

Panoramica. Il limite di ricarica viene portato in gara e qualifica rispettivamente a 7 e 5 MJ al giro per ridurre il ricorso al super clipping; è dichiarata l’allerta caldo che attiva la procedura di installazione obbligatoria del kit di raffreddamento, per la seconda volta dopo Spielberg. È ancora fermo Hadjar per la frattura del polso, quindi sono confermati Lawson alla Red Bull e Tsunoda alla Racing Bulls. Esce il verdetto della Corte d’Appello sulle infrazioni di Monte Carlo.

Gli omaggi. La Ferrari ha una livrea per Schumacher a trent’anni dalla sua prima vittoria in rosso a Monza, a lui è anche dedicato il casco di Leclerc; quello di Antonelli invece è per Valentino Rossi, quello di Alonso per Adrian Campos. Nell’ambito della collaborazione fra Disney e la Formula 1, la safety car ha gli adesivi di Cars, a vent’anni dall’uscita del film.

Gli aggiornamenti tecnici. In prevalenza, specifici per il circuito. La Ferrari spende il suo secondo e ultimo gettone per la nuova omologazione dell’insieme propulsivo in applicazione degli aduo.

Venerdì. Nell’ambito del programma che impone almeno due cambi per ogni auto nel corso del campionato, nella prima sessione di prove ci sono Paul Aron sull’Alpine, Luke Browning sulla Williams, Colton Herta sulla Cadillac e Ayumu Iwasa sulla Red Bull. A fine giornata, Russell precede Leclerc e Antonelli. La McLaren secondo Norris “non è in corsa per la pole”.

Sabato. La Mercedes organizza a favore di Russell la scia di Antonelli che comunque deve scontare la retrocessione per sostituzione strategica di componenti, ma Verstappen con furbizia intralcia il gioco e brucia lo schema. Così, Russell chiude secondo… e Wolff dà un pugno su un monitor. La pole, a sorpresa, è di Gasly con l’Alpine che nelle prove non aveva mai fatto meglio del nono posto. Piastri è terzo, ma paga l’impedimento a Lawson. Questo promuove le Ferrari in seconda fila, avanti a Verstappen che ironizza: “Mi sembra di guidare una Fiat Punto”. Dopo l’applicazione di tutte le penalità, la posizione definitiva di Antonelli è P19.

La gara. Gasly dura solo un giro prima di cedere a Russell, poi arriva la bandiera rossa per lo schianto di Leclerc alla Parabolica. Al giro 18, Antonelli ha già annullato lo svantaggio e porta il primo attacco a Russell: per sei giri è gara aperta fra le Mercedes, poi il muretto tira il freno per non esporsi a Verstappen. Sembra debba finire così, ma Antonelli fa un cambio gomme sotto virtual safety car, mentre Russell prosegue con le dure: la gara si riapre, Antonelli ha più ritmo, chiude il gap e va in testa a due giri dalla fine. Dopo un’escursione pericolosissima alla prima variante per un attacco con troppo ottimismo.

Gli altri fatti. Al via, non c’è collaborazione fra le Ferrari nell’imbuto della prima curva, dove Leclerc resiste con forza a Hamilton che finisce con le ruote nella sabbia perdendo contatto. Dopodiché, nell’incidente che lo mette ko alla Parabolica, Leclerc sembra farsi scappare l’auto sul margine della pista, in corrispondenza di una griglia di drenaggio: “Ho preso uno snap e poi l’ho persa”, riferisce. C’è un contrasto pericoloso anche fra le McLaren, nel finale quando Piastri per difendere la posizione manda Norris con due ruote nell’erba.

Il commento. Antonelli piega Russell che esce con le ossa rotte dal weekend in cui partiva strafavorito. Perde su tutti i fronti anche la Ferrari, prestazione e gestione della squadra, perché l’evoluzione del motore non fa la differenza e la gestione del rapporto fra Hamilton e Leclerc dopo i fatti di Zandvoort continua a degenerare.

Una curiosità. Il Gran Premio è trasmesso in chiaro su TV8 perché essendo disputato sul territorio italiano è considerato un evento sportivo di rilevanza nazionale e come tale ricade nella casistica di applicazione di una disposizione del 2012 dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a tutela del diritto all’informazione.

Dati e statistiche… di Antonelli. Il successo di un italiano nella gara nazionale mancava dal 1966 con Ludovico Scarfiotti: oggi, all’età di 20 anni e poco meno di due settimane, Antonelli è il vincitore più giovane nella storia di Monza, il record precedente era di Sebastian Vettel, 21 anni e due mesi. È anche il più giovane in assoluto ad aggiudicarsi la gara di casa. La sua rimonta da diciannovesimo a primo è seconda solo a quella di John Watson che a Long Beach 1983 era partito ventiduesimo.

Dati e statistiche… degli altri. Gasly conquista la prima pole dopo 191 gare, solo Perez ne ha aspettate di più, 216 prima di Gedda 2022; anche per l’Alpine è una prima volta, dopo 126 gare. È stata la qualifica più serrata della storia: i primi dieci stanno nello spazio di 0.500 secondi esatti, il record precedente era di 0.528 ed era stato fissato a Interlagos l’anno scorso. Stroll invece viene eliminato per la centesima volta in Q1.