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Aduo, il monitoraggio premia anche la Mercedes. Ma la Red Bull chiede la verifica

Aduo, il monitoraggio premia anche la Mercedes. Ma la Red Bull chiede la verifica

Circolava in via informale a Monte Carlo la nota della Fia che stabilisce il diritto allo sviluppo del motore in applicazione del regime di concessione degli aduo dopo il primo momento di verifica delle prestazioni, cioè a valle del primo periodo di monitoraggio che quest’anno va da Melbourne a Montreal. E sebbene la pista abbia dato ragione alla Mercedes, la Fia calcola che il costruttore migliore sia la Red Bull, che tra l’altro solo quest’anno inaugura la collaborazione con Ford e quindi non ha pregressi.

La Mercedes risulta in ritardo nella finestra fra 2 e 4% per cui guadagna un gettone di sviluppo; gli altri si collocano oltre il 4% e quindi ne guadagnano due, indifferentemente, a prescindere dal distacco effettivo. Che la Fia non specifica, perlomeno nella versione della nota che è arrivata alla stampa. Questo non significa che Ferrari, Honda e Audi prendano lo stesso bonus, perché il regolamento prevede che gli aiuti in termini di ore di sviluppo e budget siano assegnati in funzione di quanto oltre si collochino i motori rispetto alla soglia del 4%.

A ogni modo, tradotto in termini pratici, l’opportunità di ottenere la convergenza delle prestazioni sullo schieramento viene decisamente diluita dal fatto che la Mercedes – nonostante un presunto vantaggio per cinque gare sui valori del rapporto di compressione – prenda comunque un incentivo. Di qui un certo shock e una certa maretta a cui dà voce Max Verstappen nel giovedì di Barcellona: “Penso che possiamo andare orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto, ma non ci aspettavamo che fossimo i migliori. Stiamo discutendo con la Fia per capire cos’è successo, il verdetto al momento ci lascia confusi”. Perciò l’intenzione della Red Bull è di chiedere formalmente un supplemento di verifica, prima della formalizzazione delle lettere che autorizzano gli interventi delle squadre.

Resta il fatto che il risultato nella sua apparente anomalia viene fuori da un criterio che considera solo la componente endotermica dell’insieme propulsivo e prescinde dal resto, cioè dal modulo elettrico e dalle prestazioni telaistiche, per esplicita volontà delle squadre. La puntualizzazione di Nicholas Tombazis della Fia:

Nella primavera del 2025 abbiamo avuto delle discussioni abbastanza lunghe con le squadre. Abbiamo chiesto se volessero considerare elementi come la pressione della turbina, il diametro, la temperatura di esercizio o la temperatura di esercizio in camera di espansione. La posizione generale dei costruttori di motori è stata che dovessimo avere un criterio semplice. Personalmente, sono disponibile anche a complicare un po’ i parametri, ma quello che si è stabilito un anno fa è chiaro.

Oggi, il risultato della valutazione della Fia suggerisce implicitamente che la Mercedes, come team, più che un grande motore ha una grande auto. Anche per com’è andata a Monte Carlo. Tant’è che Russell fa un’osservazione che per quanto autocelebrativa è giustissima: “Le ultime gare dimostrano che il motore è grande, ma il telaio è incredibile”.

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