Panoramica. È il sesto e ultimo weekend dell’anno con gara sprint dopo Shanghai, Miami, Montreal, Silverstone e Zandvoort. Per ragioni di sicurezza, come a Monte Carlo viene anticipata la soglia di inserimento della rampa di discesa dell’erogazione elettrica, ma resta concessa l’aerodinamica attiva. Viene dichiarata l’allerta caldo che attiva la procedura di installazione obbligatoria del kit di raffreddamento, per la quarta volta dopo Spielberg, Monza e Sepang. Persiste, ed è anche più severa che a Sepang, l’emergenza sui valori della qualità dell’aria per gli incendi boschivi in Indonesia, il livello di inquinamento sulla scala aqi standardizzata viene giudicato “molto malsano”.
Gli aggiornamenti tecnici. Sulla McLaren, una modifica ai condotti dei freni anteriori per esigenze specifiche del circuito; sulla Mercedes e sulla Red Bull una nuova ala anteriore. Nulla per le altre.
Venerdì. La Mercedes differenzia la dotazione tecnica, Antonelli gareggia con il pacchetto di Sepang e si qualifica settimo per la gara sprint, mentre Russell torna all’assetto precedente e si piazza in prima fila con Verstappen. Nel primo segmento di qualifica, dopo la bandiera rossa viene riattivato in ritardo e poi nuovamente disattivato il sistema centrale per l’overtake mode, la Fia ammette “un errore umano” della direzione di gara e “un impatto sulle prestazioni di alcune auto in base alla loro posizione sul circuito”. Ci sono gli estremi per un esposto formale che comunque nessuno presenta.
Sabato, la gara sprint. C’è un ritardo di 30 minuti per pioggia, dopodiché si parte regolarmente dalla griglia. Russell schizza in testa, ma sbatte subito alla fine del primo giro in uscita dall’ultima curva. Torna al comando Verstappen e ci resta fino al traguardo, davanti a Hamilton. E l’incidente fra le McLaren all’ultimo giro regala il podio a Leclerc e altre due posizioni ad Antonelli.
Sabato, le qualifiche. Sull’asciutto, Verstappen per 56 millesimi difende la pole position dal ritorno di Leclerc. Entro due decimi ci sono anche Hamilton e Antonelli, mentre Russell sconta una penalità cumulata di 60 posti di retrocessione per la sostituzione strategica di componenti vari dopo il ritiro di Sepang. Non gira Hadjar che cambia il motore per lo stop della gara sprint.
La gara. Alla partenza, Verstappen respinge brutalmente Leclerc, il quale presto perde terreno e deve anticipare il cambio gomme. Questo lo porta automaticamente sulla tattica delle due soste, mentre Verstappen completerà con una. Al secondo periodo di virtual safety car, la Ferrari chiama entrambe le auto al cambio gomme, Hamilton prende autonomamente la decisione di proseguire, ma è un errore che lo mette in svantaggio rispetto a Leclerc e alla fine gli costa anche il podio a favore di Antonelli, nonostante uno sforzo sovrumano che lo porta in infermeria dopo il traguardo.
Gli altri fatti. Prima del via, quando Antonelli è già in auto sulla griglia di partenza, sull’impianto frenante viene individuato un guasto che i meccanici sembrano risolvere smontando tutto l’assemblato della ruota anteriore destra. Ma Antonelli per tutta la gara continua a segnalare anomalie via radio, anche del liquido fra i pedali. E rischia di andare in penalità per ripetute violazioni dei limiti della pista.
Il commento. La Red Bull deve solo gestire, Verstappen non ha mai un vero avversario per tutto il weekend, dalle qualifiche della gara sprint fino alla bandiera a scacchi di domenica. Antonelli corre ancora in difesa, ma è furbissimo quando si tratta di approfittare della lotta fra Hamilton e Norris, come solo le volpi del mestiere sanno fare. E nel bilancio del weekend guadagna altri 18 punti su Russell.
Dati e statistiche. Verstappen fissa la cinquantesima pole della carriera e la prima vittoria a Marina Bay, la 73 della carriera. Che corrisponde a una pietra miliare nella classifica dei migliori con lo stesso marchio, perché adesso ha vinto più lui con la Red Bull che Schumacher con la Ferrari. È anche il settimo vincitore diverso nelle ultime sette edizioni della gara, dopo Hamilton, Vettel, Perez, Sainz, Norris e Russell.






