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L’avventura di Bottas in mountain bike, i numeri di Sepang e la Williams scomparsa

L’avventura di Bottas in mountain bike, i numeri di Sepang e la Williams scomparsa

Cambio cavalli. Valtteri Bottas ha raggiunto Singapore muovendosi… in mountain bike e coprendo in tre tappe una distanza complessiva di 420 chilometri, una prova di forza notevole, oltretutto fra le due gare fisicamente più impegnative dell’anno. Un’avventura, in tutti i sensi: “Lungo il percorso ho incontrato vari serpenti, credo un cobra e un pitone. Sono anche stato inseguito da un cane”. Invece, a Ollie Bearman in Malesia è bastato vedere un ragno in albergo per scappare altrove, la squadra gli ha dovuto trovare un altro alloggio.

Bene, ma non benissimo. Sepang ha registrato 261 mila accessi nel weekend in cui ha prestato il circuito al Gran Premio del Bahrain, 103 mila solo il giorno della gara: è un record di affluenza che non si era mai toccato in Malesia, viene battuta anche la MotoGP che aveva fatto 191 mila ingressi nel 2025. L’aspetto negativo è che il Bahrain ha voluto gestire tutto in proprio, senza affidarsi all’organizzazione locale, modificando i piani di accesso e deflusso, generando quelle situazioni di criticità che sono andate virali online.

Turnover, probabilmente. È ufficiale – ma esecutivo dal 2027 – l’avvicendamento fra Koji Watanabe e Keiichi Yasuda, l’attuale vice, alla presidenza di Honda Racing. Ma il fallimento del nuovo progetto con l’Aston Martin non c’entra, perlomeno non ufficialmente: si tratta di “una rotazione programmata del personale, finalizzata a rafforzare la struttura manageriale in risposta alla trasformazione globale”, dice il comunicato ufficiale.

La resistenza. La svalutazione della quota di partecipazione in Porsche, le difficoltà sul mercato cinese – ma anche altri fattori come lo strascico lungo del dieselgate del 2015 – continuano a indebolire la Volkswagen. E siccome nel gruppo c’è anche l’Audi, si è fatta largo l’ipotesi che il programma per la Formula 1 possa subire uno stop o quantomeno una riorganizzazione. La replica di Gernot Dollner, l’amministratore delegato della casa dei quattro cerchi: “Prima di compiere il passo verso la Formula 1 abbiamo elaborato un piano economico che prevede un finanziamento indipendente. L’obiettivo è il pareggio di bilancio entro questo decennio”.

Tanto oro quanto pesi. Intanto, vengono fuori i numeri sulla buonuscita di Christian Horner dalla Red Bull, a circa un anno dall’annuncio del divorzio: 76 milioni di sterline – circa 90 milioni di euro al cambio attuale – secondo le stime del New York Times. Sempre in tema di maxi assegni, dal bilancio della McLaren risulta che Zak Brown ha incassato 100 milioni di euro per i risultati del 2025, cioè il doppio di quanto gli era stato corrisposto l’anno prima.

Prestito a lungo (e lunghissimo) termine. È andato perso un esemplare della Williams FW23 del 2001: la squadra riferisce che nel 2015 l’auto fosse stata concessa in prestito a una compagnia che risponde al nome di Autotech Performance, come cimelio da esporre in sede, ma non è mai stata restituita quando il contratto è terminato nel 2021. Il recupero dell’auto è complicato dal fatto che la società è andata in liquidazione e il socio di maggioranza soffre di disturbi mentali. Il caso adesso è all’Alta Corte di Londra.

Accadde oggi. L’8 ottobre 2023, il caldo è un fattore a Losail: 31 gradi e 80 per cento di umidità, diversi piloti accusano malori e disturbi già nel corso del Gran Premio. Da qui parte la campagna della Fia che porta al giubbottino refrigerato su cui comunque restano varie perplessità.