Con le unghie e un po’ di culo, la Ferrari si tiene agganciata all’obiettivo minimo della seconda posizione in campionato. Ma con Baku sono cinque gare consecutive che resta senza podio: “Abbiamo fatto comunque più punti della McLaren”, osserva Fred Vasseur, il quale prova a salvare quello che può da un fine settimana in cui la rossa ancora una volta non portava sviluppi.
In tema di aggiornamenti tecnici, la SF-26 sostanzialmente è ferma dal weekend di Zandvoort, dove si era intervenuto principalmente sul bordo d’attacco del fondo e sul diffusore. A ogni modo, come dice Charles Leclerc, “la McLaren e la Red Bull hanno fatto un passo avanti che noi non abbiamo fatto”. In pratica, la Ferrari non ha monetizzato l’overspending di cui parlava Toto Wolff con sospetto prima dell’estate. Perdendo anche quel vantaggio che all’inizio del campionato faceva sperare di tenere testa alla Mercedes: “Anche nelle curve, gli altri adesso ci stanno raggiungendo e sono molto veloci. C’è da lavorare, non possiamo aspettare”.
È una questione meccanica oltre che aerodinamica. Lewis Hamilton al traguardo commentava: “Abbiamo avuto difficoltà a portare le gomme nella finestra di esercizio, quindi era difficile estrarre la prestazione che cercavamo. Le gomme mi davano l’impressione di accendersi e spegnersi, accendersi e spegnersi, in continuazione. Eravamo un secondo più lenti di chi ci stava davanti”.
Sempre Hamilton, faceva anche riferimento a qualche grana sul sistema di erogazione dell’energia, che potrebbe essere un fattore per spiegare il deficit di motore rispetto a Mercedes e Red Bull: “Bisogna guardare i dati, forse si può recuperare qualcosa”.
Già, il motore: per la seconda parte del campionato la Ferrari contava soprattutto sul secondo gettone che le spetta in applicazione del regolamento sugli aduo. Ma quel salto non c’è stato, al punto che la squadra si era tenuta cucita sulla specifica utilizzata da Leclerc, per mascherare quello che alla fine comunque è trapelato, e cioè che il nuovo motore va come il vecchio: “Pensavo si sapesse”, dice Leclerc a Sky quando si fa scappare la mosca e viene fulminato dallo sguardo dall’addetta stampa.
Tutto questo mentre nel fine settimana di Baku va in onda l’ennesima puntata della telenovela sul futuro di Vasseur. L’ultima voce dà conto di una riorganizzazione in corso dietro le quinte per un’uscita consensuale: a Vasseur verrebbe offerta “l’opportunità di allontanarsi dalle pressioni estreme e dalla grande visibilità del lavoro in prima linea – riferisce Planet F1 – per tornare a una posizione che gli permetta di concentrarsi su priorità più personali”. Lui ribadisce il solito punto: “Non stiamo lavorando in perfetta serenità. Né io, ma soprattutto la squadra. Almeno il 50 per cento delle domande dei giornalisti è sempre su questo argomento”.
In un’intervista al Times c’è una candidatura spontanea di Christian Horner per entrare in posizione di comando alla Ferrari “anche senza quote di partecipazione”. Da Maranello non c’è riscontro ufficiale di una disponibilità effettiva, Vasseur da parte sua replica: “Sarà quel che sarà, non dipende da me. Horner cerca lavoro dovunque, lo sanno tutti. Io cosa posso farci? Posso solo chiedere alla squadra di rimanere motivati e concentrati”.






