La pole di Pierre Gasly con l’Alpine è 3 secondi tondi più lenta di quella di Max Verstappen con la Red Bull l’anno scorso, in percentuale il tempo complessivo sale del 3.8%, esattamente come a Spa e sempre meno che a Melbourne, dove c’erano regole leggermente diverse prima dei correttivi di Miami. La velocità massima in qualifica invece la tocca George Russell, 338.1 chilometri all’ora contro 355.9 di Nico Hulkenberg nel 2025, nonostante l’aerodinamica attiva e un’auto più leggera. Soprattutto, il picco di velocità praticamente è lo stesso di Budapest, dove Franco Colapinto a luglio segnava 336.6 su un circuito che è sempre stato considerato un kartodromo.
In questi termini – oggettivi – è un’altra Monza: “Più triste”, diceva Fernando Alonso, il quale sulla nuova motorizzazione è sempre stato iper critico. Ma faceva una previsione pessimistica anche Lewis Hamilton: “È quasi una follia, probabilmente abbiamo più deportanza in curva perché grazie all’aerodinamica attiva giriamo con lo stesso carico aerodinamico dell’ultima gara (a Zandvoort, ndr), ma ovviamente sui rettilinei si perde comunque potenza e bisogna farci l’abitudine”.
Era previsto, a Monza l’impatto del profilo di gestione dell’energia è severo, probabilmente come mai altrove, perché le staccate vere per quanto violente sono soltanto tre, in compenso i rettilinei sono infinitamente lunghi per cui il contributo del recupero di energia in frenata è modesto e va assistito in misura significativa dal modulo endotermico, come prevede la filosofia di gestione della potenza con il nuovo ibrido.
In definitiva, per spiegare quello che diceva Hamilton, nell’economia del giro completo l’effetto di riduzione di velocità imposto dalla ricarica forzata prevale su quanto si può guadagnare potenzialmente nelle chicane con un profilo più carico. E Monza da tempio della velocità diventa il tempio del super clipping.
Questo nonostante la Fia abbia deliberato di portare il limite massimo di ricarica per la qualifica al valore più basso dall’inizio del campionato, da 8.5 a 5.0 MJ, anche meno dei 6.0 MJ che erano stati fissati a Spielberg, per le stesse ragioni. Oscar Piastri dà questa stima: “Se la soglia di ricarica fosse stata più alta avremmo fatto clipping dovunque, forse avremmo perso anche 40 chilometri all’ora in fondo a ogni rettilineo”.
Di fatto, il clipping entra già a un terzo della percorrenza dell’allungo fra la Ascari e la Parabolica. E fa impressione – componendo un confronto con l’app di GP Tempo – vedere che da quel momento in poi la curva della velocità nel tracciato della telemetria della pole di Gasly è sempre sotto la curva omologa della pole di Verstappen dell’anno scorso.
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