Habemus Camara. Il lungo casting dell’Haas per la scelta di chi deve prendere il posto di Esteban Ocon si chiude con l’ingaggio di Rafael Camara, brasiliano, classe 2005. Dal 2022 è all’Academy della Ferrari, ma l’Haas assicura che questo non ha influito sulla decisione: “Ha dimostrato velocità e sensibilità di guida incredibili, sono state queste qualità a prevalere su ogni altra considerazione”, ha dichiarato Ayao Komatsu, a proposito del test di Portimao, dove Camara se l’era vista con Leonardo Fornaroli e Ryo Hirakawa.
Il toro per le corna. Laurent Mekies e la Red Bull hanno rinnovato fino al 2031, è una decisione importante per la stabilità della squadra a un anno dall’uscita di Horner. Soprattutto perché la firma, adesso, lega Mekies a Milton Keynes anche oltre l’attuale scadenza del contratto di Max Verstappen, il quale è confermato fino al 2030.
Gola profonda. Nel frattempo, Christian Horner per promuovere la sua autobiografia fa più ospitate di Fabrizio Corona ai tempi di Vallettopoli. E parla della qualunque, argomenti anche ruvidi di mercato e di rapporti personali nel paddock. Dall’ultima intervista su Autosport viene fuori che avrebbe voluto portare Charles Leclerc o Fernando Alonso alla Red Bull e che solo Helmut Marko l’ha impedito.
Violenza digitale, anche basta. Franco Colapinto affronta direttamente la frangia più violenta e pericolosa della sua fanbase, circa sei milioni di follower in tutto fra le varie piattaforme. È un atto dovuto, che arriva anche tardi, perché Colapinto non aveva mai preso una posizione decisa contro gli abusi online verso l’Alpine e verso gli altri piloti, incluso Norris per le dichiarazioni di Baku. Il messaggio:
So che siete incredibilmente orgogliosi quando le cose vanno bene per me e vi sono sempre stato grato per questo sostegno. Ma a volte si va troppo oltre. Anziché supportarmi finiamo a criticare altra gente e altri piloti, incluso il mio compagno di squadra, i miei meccanici, i miei ingegneri, le persone con le quali lavoro ogni giorno. So che difendete me, però in realtà fate esattamente l’opposto. Non state aiutando me o il mio futuro.
L’Africa è grande. Nonostante la firma per lo sbarco della Formula 1 in Ruanda, non è chiusa la partita del Sudafrica. Lo ha specificato Gayton McKenzie, il ministro dello sport, secondo il quale i due paesi puntano a finestre temporali diverse, tant’è che Kyalami potrebbe rientrare in calendario anche prima di Kigali, grazie al supporto di grandi aziende, fra cui Heineken e Porsche. È previsto un incontro di una delegazione sudafricana con Stefano Domenicali in occasione del Gran Premio di Abu Dhabi. Sempre che ad Abu Dhabi si corra veramente…
Geografia creativa. Per il circuito di Sepang è in corso uno studio di fattibilità per una candidatura finalizzata a ospitare la Formula 1 occasionalmente, in collaborazione con altre nazioni secondo lo stesso modello di business che ha spostato in Malesia il Gran Premio del Bahrain a causa degli impedimenti della guerra in Medio Oriente. Gli esiti delle valutazioni sono attesi per il mese di novembre.
Materia legale. Procede la disputa legale intorno a Kimi Antonelli per la rottura unilaterale del rapporto professionale con la società di management di Giovanni Minardi. Saltata la risoluzione consensuale, ora il Tribunale di Bologna ha accolto le richieste avanzate dall’accusa, per cui adesso anche la Mercedes deve esibire la documentazione contrattuale con evidenza dei pagamenti a favore di Antonelli, e sulla base di tutto questo dovrà essere calcolata la somma dovuta ai vecchi manager.
Accadde oggi. Il 18 ottobre 2009, Jenson Button mette in cassaforte il titolo mondiale. Con lui, è iridata anche la Brawn GP, risponde coi fatti a Briatore che diceva: “Button è un paracarro, Barrichello un pensionato, Brawn un arrogante”. Una storia pazzesca da cui Keanu Reeves estrae una docuserie per Disney+ nel 2023.






