Per lo strike di Baku alla ripartenza dopo la safety car, la critica più tagliente a Franco Colapinto viene – com’è ovvio – da Lando Norris: “In Formula 1 ti aspetti che i piloti sappiano prevedere se l’aderenza è bassa. Certa gente meriterebbe la squalifica, è un modo di guidare che non appartiene alla Formula 1”.
È una posizione estrema a cui George Russell non si allinea: “Le squalifiche andrebbero date a chi fa intenzionalmente una cosa pericolosa e sconsiderata. Qui si è trattato di un piccolo errore con gravi conseguenze”. La pensa così anche Max Verstappen: “Un errore di valutazione. La sfortuna è che ha avuto impatto su più macchine”.
L’ultima squalifica di un pilota per cartellino rosso diretto – e cioè senza arrivare al limite dei 12 punti di penalità sulla superlicenza – risale al 2012 e la prende Romain Grosjean che innesca una carambola al via a Spa mettendo a tappeto Alonso, Hamilton e Perez, provocando seri danni anche a Kobayashi. Non si fa male nessuno, ma i danni sono importanti: il collegio giudicante decide per una gara di stop e 50 mila euro di ammenda, nel verbale fa riferimento anche al fatto che nell’incidente siano rimasti coinvolti “alcuni piloti che corrono per il titolo”, una circostanza che viene considerata aggravante a prescindere dall’episodio in sé.
Sono altri tempi, da allora esiste un prontuario di linee guida specifiche emanate direttamente dalla Fia per mantenere una certa coerenza di giudizio di gara in gara. In base a queste, Colapinto per il caso di Baku viene considerato “totalmente o prevalentemente colpevole”, senza l’attenuante del contributo di altri nella collisione. Di qui l’applicazione del metro standard che prevede 10 secondi di retrocessione – i quali vengono convertiti in cinque posizioni alla prossima gara, dal momento che Colapinto non risulta classificato – e comunque nessun punto di penalità sulla superlicenza.
Fin qui i provvedimenti sportivi. Poi ci sono quelli strettamente interni in quanto Colapinto oltre a Norris mette fuori gioco anche l’altra Alpine di Gasly. Flavio Briatore: “So che Franco ha riconosciuto la sua colpa, come doveva. È stata una manovra pessima per uno della sua esperienza. Perdiamo punti importanti, voglio prendermi del tempo per rifletterci e considerare quali azioni intraprendere, per evitare che una cosa del genere si ripeta”.
Non c’è sanzione invece per Arvid Lindblad che abbatte Liam Lawson, nella stessa curva e nello stesso passaggio: “Sinceramente, non la capisco. Sono stato colpito così forte – dice Lawson – che alla fine avevo un buco nel fondo”. Ma qui la Fia ritiene che Lindblad sia scagionato dalle condizioni al contorno e cioè proprio dal fatto che Colapinto abbia innescato una reazione a catena che ha portato gli altri a inchiodare per passare nell’imbuto. Praticamente, a Lindblad vengono concesse le attenuanti generiche “da primo giro” che non c’erano per Colapinto.






