Come dice Oscar Piastri, “di solito abbiamo un’auto o due che prendono la penalità per eccesso di velocità ai box, mai sette, otto o quello che sia”. È la storia delle infrazioni al Gran Premio di Monte Carlo, sei in totale, due delle quali notificate solo a Pierre Gasly che ci rimette in tutto quattro posizioni, bruciandosi il piazzamento a podio e per il quale l’Alpine decide da subito di giocarsi la carta del diritto di riesame.
Il primo passaggio è formale e si compie giovedì pomeriggio, la Fia deve giudicare se l’Alpine abbia effettivamente un elemento “nuovo e rilevante” per accedere alla riapertura del caso. È il punto più critico su cui in passato sono crollate varie richieste. L’Alpine questo elemento ce l’ha, una dichiarazione da parte della Fom che in qualità di cronometrista ufficiale ammette un errore sulla valutazione della lunghezza del primo segmento della corsia dei box, al quale si riferiscono le infrazioni: 26.92 metri contro 26.15 effettivi, cioè una differenza di 77 centimetri in eccesso, probabilmente per il fatto che la pit lane a Monte Carlo quest’anno aveva una traiettoria d’accesso più stretta, a seguito della collocazione di un garage in più per la Cadillac, e non è stata misurata correttamente.
Di qui l’errore sul calcolo della velocità media, perché il rilevamento non è istantaneo, ma viene ottenuto per misura indiretta come rapporto fra una distanza di riferimento e il tempo di percorrenza fra due fotocellule che si attivano con i transponder delle auto, per cui se il percorso viene sovrastimato si ottengono velocità più alte. Così, chi è passato al limite è stato giudicato oltre il limite, anche solo per 0.1 km/h sui 60 concessi.
All’esposto dell’Alpine segue il ricalcolo delle velocità e la cancellazione delle due penalità a Gasly che quindi recupera 10 secondi e salva il terzo posto. Ma la rettifica non si estende agli altri, cioè non riguarda Colapinto, Hamilton, Piastri e Russell: primo, perché solo l’Alpine ha chiesto il riesame; secondo, perché le sanzioni a Gasly sono postume, cioè sono state applicate direttamente sull’ordine d’arrivo, mentre gli altri le hanno scontate in gara e non c’è modo di restituirle. È un principio inviolabile, Sainz l’anno scorso è stato assolto al riesame dei fatti per un incidente con Lawson a Zandvoort, senza comunque recuperare i 10 secondi di penalità che aveva pagato in gara.
Il paradosso è che Gasly arriva a podio anche a scapito di chi viene punito indebitamente e questo innesca chiaramente una serie di valutazioni legali per preparare la controreplica alla Fia: “Stiamo sentendo i nostri avvocati per capire come muoverci”, dice Toto Wolff. Il più sfigato resta Leclerc che prima dell’incidente della Rascasse perde anche lui 5 secondi in pit lane, in coda a Hamilton che sconta la sua, ingiusta, penalità.






