Tiene banco, di nuovo, l’ipotesi dell’uscita di Max Verstappen dalla Red Bull, in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto dopo il 2028, e questo sempre perché pare esista quella clausola che gli permette di svincolarsi automaticamente se ad agosto non è almeno terzo in campionato. Oppure, se non è almeno secondo, dicono altre fonti. Tuttavia, pare che la Red Bull sia in trattativa per stralciare questa clausola dal contratto per una cifra tra 10 e 20 milioni di euro, ma pure qui si va di fantasia e le voci non convergono.
Nel frattempo, secondo Ralf Schumacher c’è stata un’offerta da parte della Mercedes, ma Verstappen l’ha trovata scandalosamente bassa e l’ha respinta. Se fosse vero, al di là dell’esito, sarebbe la prova che la Mercedes sta continuando a battere una strada di mercato potenzialmente devastante.
Il primo tentativo serio di abbordaggio è del 2024, Toto Wolff per strappare Verstappen alla Red Bull cerca di approfittare delle disfunzioni interne e della faida per il controllo della squadra, mentre la fazione austriaca del figlio di Dietrich Mateschitz inizia a progettare la deposizione di Christian Horner. A Monza, quando l’intesa non è più percorribile e viene ufficializzato l’ingaggio di Kimi Antonelli per il 2025, Toto Wolff alla Bbc commenta: “C’è stato un momento, o per meglio dire un’opportunità, per mettere sul tavolo almeno una discussione per il futuro“. Quell’anno, Ola Kallenius, l’amministratore delegato di Daimler, in un’intervista dichiara che “Verstappen starebbe bene in argento”. Horner gli risponde: “Prenda suo padre”. In effetti, senza fare riferimento diretto a Stoccarda, Verstappen apre una porta: “Ci sono discussioni in corso, è fondamentale che l’auto sia competitiva”.
Per cui nel 2025 se ne torna a parlare: a Sakhir le telecamere intercettano un diverbio nel retrobox fra Helmut Marko e Raymond Vermeulen, il manager di Verstappen, a un anno esatto da un’altra scenata, fra papà Jos e Horner. All’epoca, la permanenza di Marko in squadra è ancora una condizione per restare: “La mia lealtà verso di lui è molto grande”, dice Verstappen. La Mercedes viene data un’altra volta come lo sbocco più accreditato, al punto che perfino George Russell si sbilancia: “Se volessero firmare con Max, sarebbe comprensibile”.
Invece, La Gazzetta dello Sport strilla uno scoop che dà Verstappen all’Aston Martin, per il ricongiungimento romantico con Newey e l’Honda, grazie all’appoggio di un fondo saudita con un’offerta di 300 milioni di dollari: “Mi piacerebbe – risponde Alonso – ma non accadrà”. E infatti, non accade.
Oggi, il punto è piuttosto motivazionale, Verstappen è quello che più di tutti si è espresso negativamente sulle nuove regole: “Se le cose restano così, non è sostenibile per me”. Le cose sono cambiate, la ripartizione di potenza si sta spostando progressivamente di nuovo verso l’endotermico e Verstappen ha ammorbidito i toni: “Un passo nella giusta direzione, un segnale di grande apertura da parte degli organi direttivi”. Forse, anche un messaggio a chi voglia mettere sul piatto un’offerta per innescare il più pericoloso effetto domino sul mercato piloti.
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