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Melbourne, il paradosso del nuovo show: più sorpassi, meno velocità. E vari dubbi

Melbourne, il paradosso del nuovo show: più sorpassi, meno velocità. E vari dubbi

Tutto sommato, non è andata nemmeno malaccio: la Formula 1 passa l’esame del debutto del nuovo quadro di regole senza gli incidenti che temeva la McLaren e porta a casa anche più sorpassi dell’ultima edizione, 120 contro 45, in incremento del 160 per cento, sebbene la grafica non abbia supportato la lettura della corsa e quindi non sia chiaro quanti fossero autentici e quanti assistiti dall’aiutino dell’overtake mode o inquinati da un differenziale importante sul livello di carica della batteria.

Per il resto, la narrazione dominante racconta di valori agonistici sminuiti da varie ragioni: la gestione dell’energia diventa la variabile più rilevante, fra lift-and-coast e super clipping scendono le velocità e alcune curve perdono carattere, e la pole di Russell è tre secondi e mezzo più lenta di quella di Norris del 2025.

Il più critico resta Verstappen, che si era espresso negativamente già dopo i test e oggi rilancia: “Andrebbero cambiate tante cose. Il motore, la batteria, per esempio. Ma adesso non è possibile. Se vi è piaciuta la gara, ok. Ma è quello che faccio a casa con Mario Kart. Personalmente, non mi piace”.

Un riferimento ai funghetti di Mario l’ha fatto anche Leclerc con il suo ingegnere, in un team radio che comprensibilmente è diventato virale. Anche se la posizione della Ferrari, in generale, resta meno aggressiva: “Per lo sport – sostiene Vasseur – è stata una buonissima gara, la partenza e i primi giri sono stati i migliori degli ultimi dieci anni, e non lo dico solo perché ci fossimo noi davanti”. Perfino Hamilton al traguardo era più accomodante di quanto non fosse ai test invernali, dove parlava di un regolamento “complesso ai limiti del ridicolo”.

Chi spinge per un correttivo d’urgenza invece è la McLaren, evidentemente anche per motivazioni strategiche e politiche. E lo fa attraverso tutti i mezzi, anche comunicativi: Norris sabato distrugge uno dei ventilatori che la Mercedes ha dimenticato nelle bocche delle pance sull’auto di Antonelli, a sua discolpa dice che “bisogna guardare i parametri sul volante ogni tre secondi, altrimenti si rischia di andare fuori pista, perciò non si vedono i detriti”.

È probabilmente un’esagerazione, anzi è certamente un’esagerazione, ma è la prova che esiste un fronte di protesta che sta provando a fare leva su elementi oggettivi di imperfezione del nuovo regolamento per averne un tornaconto e raggiungere la Mercedes che, al momento, ha lavorato meglio di tutti.

Di qui, una certa cautela da parte della Formula 1 – intesa come organizzazione – e una certa resistenza alle spinte di ridefinizione delle regole. Perciò, Stefano Domenicali sabato coi giornalisti di Sky UK ribadiva la via della cautela, su cui si era già espresso prima di arrivare a Melbourne:

Penso sia sbagliato, in termini generali, parlare male di un mondo incredibile che ci sta permettendo di crescere. Ma come sapete, ascolto con prudenza. Oggi c’è un’evoluzione nella guida, il pilota migliore sarà sempre in grado di essere il più veloce. A ogni modo, se vedremo qualcosa che deve essere affrontato, lo affronteremo nel modo giusto.