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Il caso, quell’attenzione particolare della Fia verso la Ferrari ai controlli post gara

Il caso, quell’attenzione particolare della Fia verso la Ferrari ai controlli post gara

Esistono vari livelli e vari momenti di controllo nell’arco di un fine settimana di gara, la Fia da regolamento ha facoltà di estendere a 360 gradi le verifiche sulle auto in parco chiuso, anche su aspetti apparentemente minori e questo spiega gli approfondimenti supplementari che vengono condotti in maniera mirata dopo le gare, secondo una procedura a campione introdotta nel 2021.

Si tratta di accertamenti oltre quelli consueti, quindi oltre le prove sullo spessore dello scivolo o sulla composizione della benzina, perché prevedono il disassemblaggio di alcuni sottosistemi meccanici ed elettronici, motivo per cui gli esiti non vengono nemmeno notificati immediatamente, ma solo prima del successivo weekend di gara.

Nel 2025 questo iter di controlli extra è stato attivato in 19 occasioni e quindi non sempre. A titolo d’esempio, la Fia ha indagato pedaliera, sensoristica, connessioni alla centralina, sistemi di raffreddamento dei lubrificanti, volante, componentistica della sezione interna delle sospensioni, frizione. Ma anche attrezzature ausiliarie, per esempio l’equipaggiamento per i pit stop, su cui è stata controllata la Ferrari dopo il Gran Premio di Cina. Già, la Ferrari: l’anno scorso, su 24 auto estratte in totale, sei volte è capitata una Ferrari, quindi nel 25% dei casi. Oggettivamente, una percentuale rilevante che non è ragionevolmente spiegata con l’aleatorietà statistica che dovrebbe governare il processo di selezione.

Perciò il 13 ottobre, Daniele Sparisci sul Corriere della Sera scriveva che “nel paddock si sussurra di rapporti non sereni con la Fia che ha messo in atto controlli frequentissimi sulle rosse, spingendo di conseguenza ad approcci ultra conservativi in tutte le aree”. Cioè, la Ferrari si sentiva osservata e quindi ha tenuto il basso profilo sullo sviluppo, senza azzardi. Al di là dei numeri, non ci sono elementi per provare un accanimento verso Maranello, ma è possibile che qualcuno sia andato a seminare sospetti e la Fia necessariamente abbia dovuto muoversi. In effetti, Nicholas Tombazis nel 2021 quando spiegava come avrebbe funzionato la nuova procedura ammetteva tra le righe che il processo di selezione non è esattamente governato da un campionamento casuale: “Facciamo ancora affidamento sulle soffiate, c’è sempre quel meccanismo. Quindi tutto ciò che è successo in passato è ancora possibile”.

Ora, a Barcellona la Ferrari è tornata a vincere. E fatalmente è tornata sotto esame: i controlli supplementari della Fia dopo il Gran Premio hanno riguardato proprio la rossa e proprio quella di Hamilton, per una verifica al sistema frenante all’asse posteriore, quello che si interfaccia con il recupero di energia. Il verbale è uscito mercoledì pomeriggio, a firma di Jo Bauer, nel paddock di Spielberg e cioè alla vigilia del nuovo appuntamento di gara, come vuole la prassi. Nessuna irregolarità, ma la Ferrari su cinque estrazioni in sette gare – perché a Suzuka e Montreal non si sono fatti controlli – quest’anno è uscita già due volte. Un bel caso.

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