Panoramica. La Fia e la Formula 1 esercitano l’opzione per estendere il contratto di monofornitura con Pirelli fino al 2028. Racing Bulls cambia livrea per la terza volta in sette gare dopo Suzuka e Miami, stavolta celebra il gioco del calcio nel paese che ha fatto del calcio una religione e nel weekend in cui scatta la Coppa del Mondo in America. La Ferrari è la squadra più carica di aggiornamenti nel documento ufficiale della Fia, otto righe di sviluppi contro due della Red Bull e uno ciascuno per Mercedes e McLaren.
Venerdì. Nell’ambito del programma che impone almeno due cambi per ogni auto nel corso del campionato, nella prima sessione di prove ci sono Paul Aron sull’Audi, Dino Beganovic sulla Ferrari, Leonardo Fornaroli sulla McLaren, Colton Herta sulla Cadillac, Ayumu Iwasa sulla Red Bull e Frederik Vesti sulla Mercedes; dovrebbe girare anche Luke Browning sulla Williams, ma non prende il via per un problema elettrico. In testa alla classifica, Norris, Russell e Piastri stanno in mezzo decimo; Leclerc è quarto dopo un programma di prove di comparazione fra Brembo e Carbone Industrie a valle dei problemi di Monte Carlo e Montreal. Il surriscaldamento delle gomme è un tema per via del forte caldo che tuttavia non attiva la procedura di allerta per l’obbligo del kit di raffreddamento.
Sabato. Pirelli fa ridurre di 1 psi la pressione delle gomme, sia anteriori sia posteriori per fronteggiare scivolamento e degrado. Nelle qualifiche, Leclerc in Q3 va in barriera alla curva 4, stavolta i freni non c’entrano, l’errore è solo suo: “Mi vergogno di aver deluso così tante persone che ci sostengono”. La prima fila è per George Russell davanti a Lewis Hamilton, per 64 millesimi.
La gara. Russell al via tiene la prima posizione con le medie, Hamilton lo marca stretto con le morbide, ma non trova lo spunto. La chiave, comunque, è la strategia: la Ferrari va per tre soste, la Mercedes per due, e questo consente a Hamilton di trovarsi in mano un jolly per l’ultimo cambio gomme all’attivazione della virtual safety car per lo stop di Alonso, quando Russell si è già fermato e accusa 18 secondi di distacco. Antonelli e Leclerc non vedono il traguardo per problemi tecnici.
Gli altri fatti. La Mercedes lascia campo libero al duello fra Russell e Antonelli, ma questo finisce per agevolare Hamilton che guadagna terreno in una fase critica della gara; l’ammissione di Wolff apre a un regime più severo: “Certe concessioni vanno ripensate”. Il ritiro di Hulkenberg ha dell’incredibile: Lawson che lo precede va largo in curva 12 e alza il pietrisco della via di fuga, un sassolino finisce esattamente sul bottone di emergenza che spegne tutti le funzioni dell’Audi.
Il commento. Nella prima gara dell’anno in cui si torna a parlare prepotentemente di gomme dopo una narrazione che per mesi è rimasta polarizzata verso la gestione dell’energia e verso l’algoritmo di assetto del modulo elettrico, la Ferrari ha le carte giuste, grazie agli sviluppi della SF-26 e grazie a quell’assetto indovinato che preserva soprattutto le gomme posteriori. La virtual safety car è oggettivamente un fattore, ma Hamilton ha il merito di costruirsi una chance che altre volte è comunque sfuggita. E questo legittima pienamente la prima affermazione in divisa rossa.
Le penalità. A Colapinto, 10 secondi per avere ignorato le bandiere gialle; ad Antonelli, che nonostante il ritiro risulta comunque classificato, 5 secondi per infrazione dei limiti della pista.
Dati e statistiche. Antonelli non è mai andato a punti a Barcellona, né in Formula 2 né in Formula 1; è la gara numero 1000 della McLaren, per davvero stavolta, dopo che a Monte Carlo erano state anticipate le celebrazioni; è invece la numero 96 sulla Williams per Albon, che supera Mansell e si attesta come il più fedele alla squadra; c’è il primo podio tutto britannico da Watkins Glen 1968; Hamilton è il primo over 40 a vincere dopo Mansell ad Adelaide 1994.






