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Spielberg, l’ombra della bandiera gialla sulla pole di Russell che batte le Ferrari

Spielberg, l’ombra della bandiera gialla sulla pole di Russell che batte le Ferrari

Nel box della Ferrari l’applauso parte troppo presto, si dà per scontato che la prima fila di Leclerc e Hamilton sia in cassaforte per via della bandiera gialla alla penultima curva, dove c’è Max Verstappen con la Red Bull nelle barriere. Invece, passa George Russell e segna la pole position: “Ho alzato il piede, ho perso almeno un decimo”, dice via radio, in difesa preventiva, nella certezza che sta per arrivare l’inchiesta d’ufficio per accertare che non sia stato violato l’articolo B1.9.4 del regolamento sportivo in merito alle situazioni di pericolo.

Alla fine, la pole viene convalidata perché attraverso la telemetria della Mercedes viene dimostrato che Russell alla penultima curva alza il piede circa cento metri prima del punto abituale di staccata e torna sul gas più tardi del solito. A conti fatti, Russell lascia per strada meno di quello che ha costruito nel primo e nel secondo settore, per cui scavalca comunque Leclerc per circa due decimi, Hamilton per quasi tre. Ma secondo i giudici resta provato che abbia reagito alla bandiera gialla in rapporto ai passaggi precedenti, come vuole il regolamento che non fissa una soglia di raffronto per stabilire quando vadano cancellati i tempi. Testualmente:

Il pilota che transita in un settore di pista interessato da una bandiera gialla deve ridurre la velocità ed essere pronto a cambiare direzione. Affinché i commissari possano ritenere rispettate tali prescrizioni, è richiesto che il pilota abbia frenato in anticipo e/o ridotto in modo evidente la velocità nel settore interessato.

Tutto questo perché al momento dell’uscita di pista di Verstappen viene esposta una bandiera gialla semplice, che diventa doppia dopo circa 15 secondi. Solo da quel momento subentra una disciplina diversa – il comma b anziché il comma a del paragrafo B1.9.4 – che annulla automaticamente i tempi, sempre e comunque, per fare in modo che i piloti non si prendano rischi e non venga lasciata ai commissari la discrezionalità di stabilire chi va punito. È una misura di sicurezza che risale al 2021, venne suggerita direttamente dalle squadre e trovava d’accordo i piloti: “Toglie ogni dubbio, se mai ce ne fossero. In caso di doppia bandiera gialla devi rallentare e basta, tanto il giro lo perdi”, disse Leclerc.

Ma qui nasce il dibattito sul perché la bandiera alla penultima curva non sia stata subito doppia: “Non voglio spendere energie in controversie, ma molto spesso ho la sensazione che la monetina cada sempre dal lato della Mercedes”, commenta Fred Vasseur, con vittimismo. Nel frattempo, un portavoce della Fia chiarisce che si è seguita la prassi, nel senso che all’uscita di Verstappen è stata esposta correttamente la bandiera gialla in via precauzionale, dopodiché si è attivata la consultazione per capire se fosse necessario raddoppiarla. E questo spiega i 15 secondi che, di fatto, salvano la pole di Russell e fregano la Ferrari.

In quell’intervallo, prima che la gialla semplice si trasformi in gialla doppia, alla penultima curva transita anche Kimi Antonelli, il quale tuttavia non ha la stessa prontezza di riflessi e la stessa furbizia navigata di Russell, cioè non distingue la specificità della segnalazione: “Non so perché, ma pensavo fosse già una doppia bandiera gialla e quindi ho rinunciato completamente al giro. Non avrei dovuto, è stato un mio errore”. A ogni modo, il margine per andare davanti a Russell non lo aveva: “C’era un decimo di differenza. Sarebbe finito comunque lui leggermente avanti”.