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Partenze, 5 secondi in più per superare il turbo lag (contro la volontà della Ferrari)

Partenze, 5 secondi in più per superare il turbo lag (contro la volontà della Ferrari)

La soluzione c’è: un preavviso di cinque secondi prima dell’inizio della procedura classica di accensione delle luci di semafori, la quale dura altri cinque secondi. Cinque più cinque che fanno quei dieci secondi necessari affinché la sovralimentazione raggiunga le condizioni nominali di esercizio, venga superato il turbo lag e tutte le auto prendano il via in sicurezza, anche quelle che partono dalle ultime file e hanno meno tempo per i settaggi, senza rischi di stallo o partenze a singhiozzo.

Messa in questi termini, la modifica è minima: “Faremo solo una procedura più lunga di com’è stata in passato”, è il commento di Hamilton. In effetti, viene preservata la struttura di un’operazione consolidata e vengono risolti contestualmente anche i timori che circolavano dopo le prime prove di partenza con le nuove auto. E che la McLaren aveva strategicamente alimentato nelle interviste. Andrea Stella, per esempio: “Dobbiamo assicurarci che la procedura di partenza consenta di avere il sistema propulsivo in condizioni idonee a partire, perché la griglia è l’ultimo posto in cui vorresti trovare un’auto lenta”.

Non è la soluzione che avrebbe voluto Fred Vasseur, il quale alla vigilia dell’incontro con la Fia ai test di Sakhir era acidissimo: “Chi non è tranquillo parta dai box”. Dietro la posizione rigida della Ferrari c’è un precedente che risale all’anno scorso, quando Vasseur è il primo a esprimersi sul problema, senza trovare appoggi, per cui Maranello nel frattempo trova una soluzione in proprio, ridimensionando la parte meccanica che lavora alla sovralimentazione. Oggi Vasseur fra ironia e rammarico dice: “Siamo abbastanza di fretta, una decisione andava presa”.

È probabile che alla fine la Ferrari si sia ammorbidita perché il tema più importante sul tavolo e sul quale tenere davvero il pugno duro per un vero tornaconto era un altro, l’adozione della nuova verifica del rapporto di compressione dei motori, che apre una crepa importante nel progetto della Mercedes.

Del resto, nonostante la nuova procedura di partenza livelli il campo, resta il vantaggio della Scuderia nell’adozione di un turbocompressore miniaturizzato che raggiunge più velocemente le condizioni di regime. E questo non solo in partenza, come provano gli sprint di Hamilton e Ocon ai test di Sakhir, ma soprattutto nella risposta più pronta in uscita di curva, grazie al fatto che la SF-26 – come notava anche George Russell guardando le immagini – sembra entrare in seconda marcia dove gli altri sono costretti in prima.

Sugli altri rilievi della McLaren, inclusa la questione delle decelerazioni in corrispondenza dei punti di staccata, la Fia si tiene prudente: “Prematuro parlarne, ogni modifica aumenterebbe il livello di incertezza in vista della prima gara”. Alla quale la Ferrari, a questo punto, si presenta con un vantaggio discreto, perlomeno sulla carta.