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Niente Williams ai primi test: la tesi dell’auto in sovrappeso… o del progetto estremo

Niente Williams ai primi test: la tesi dell’auto in sovrappeso… o del progetto estremo

Assume tutto un altro senso quella “eccitante preoccupazione” di cui parlava Carlos Sainz prima di Natale: vanno tutte in pista le nuove auto ai primi test di Barcellona, meno la Williams che resta a lavorare al simulatore e rinvia l’esordio alle prove di Sakhir, perdendo un terzo delle giornate concesse, un deficit mica da poco in considerazione dell’esplosione di novità che travolge la Formula 1 nel 2026.

Le ragioni restano misteriose, James Vowles in un video sui canali del team ammette “un certo numero di problemi”, ma sostiene pure che la soluzione, alla fine, s’è trovata e che il fallimento dei crash test non c’entra: “Li abbiamo superati molte settimane fa”, dice, in replica a radio paddock che riferisce di guai strutturali.

Piuttosto, l’ipotesi è che l’ultima nata di Grove avesse serie complicazioni di peso: in giro si leggono anche cifre assurde, dieci chili, anche venti sopra il nuovo limite minimo che nel 2026 scende da 800 a 768 chili.

A ogni modo, Vowles la mette sul piano del rischio, lascia intendere che la Williams sia in ritardo perché sta spingendo su qualcosa di estremo: “Non siamo qui per produrre una macchina che rispetti pienamente le tolleranze”. In questi termini la racconta anche Alex Albon: “Non è il modo in cui vorremmo iniziare l’anno, ma sono cose che capitano quando ci si spinge al limite”.

Può darsi, ma la Williams dichiaratamente lavora a quest’auto dal 2024, cioè ben prima di tutte le altre… e comunque è riuscita a farsi trovare impreparata.