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Montreal 2026, infine esplode il conflitto fra Russell e Antonelli

Montreal 2026, infine esplode il conflitto fra Russell e Antonelli

Panoramica. È il terzo weekend dell’anno con gara sprint dopo Shanghai e Miami. I lavori al circuito sono consistenti: viene rifatto interamente l’asfalto, sono ampliati e messi in sicurezza i box dopo gli allagamenti del 2024, vengono aperte nuove tribune e nuove aree di parcheggio.

Gli aggiornamenti tecnici. La Mercedes che non aveva ancora portato novità è la più carica, anche con un intervento al software; la McLaren completa il pacchetto che aveva lanciato a Miami, ma dopo le prove libere boccia la nuova ala anteriore; anche la Red Bull ha vari aggiornamenti aerodinamici, è ferma invece la Ferrari, l’unica insieme con l’Aston Martin a presentare un foglio bianco nella ricognizione ufficiale della Fia.

Venerdì. Le prove vengono interrotte da tre bandiere rosse: per lo stop di Lawson per una perdita idraulica, per l’incidente di Albon che investe una marmotta e per l’uscita di Ocon che rompe il musetto. La Fia allora decide di concedere eccezionalmente 15 minuti di recupero prima della qualifica sprint, dove le Mercedes sono agevolmente in prima fila, con Russell in pole.

Sabato, la gara sprint. Antonelli mette subito pressione a Russell, prendendosi anche dei rischi: va due volte sull’erba e lascia sfilare Norris che alla fine lo precede sul traguardo. C’è bisogno due volte dell’intervento in cuffia di Wolff per sedarlo: “Ne discutiamo internamente”.

Sabato, le qualifiche. Si conferma la stessa prima fila della gara sprint, ma la Mercedes stavolta deve sudarsela perché Russell in Q3 fa un solo vero giro lanciato prima di avere ragione di Antonelli, per 68 millesimi esattamente come nelle qualifiche per la sprint. Dietro, sempre le McLaren e poi Hamilton, mentre è notte fonda per Leclerc in P8: “Il weekend peggiore della mia carriera”.

La gara. I primi trenta giri trascorrono sul filo della tensione per il duello fra le Mercedes: è una lunga sequenza di sorpassi, controsorpassi e frenate a ruote bloccate, prima che il guasto della batteria non pianti Russell. A quel punto Antonelli ha un’autostrada spianata verso la vittoria: “Non volevo vincere così e non sento di aver guidato bene come a Miami”, riconosce. Dietro, la piazza d’onore se la giocano Hamilton e Verstappen.

Gli altri fatti. Il giro di formazione viene ripetuto due volte, la prima perché Lindblad fa interrompere la procedura, la seconda perché la sua auto non viene portata in tempo in posizione di sicurezza. Le McLaren si schierano con le intermedie, è un azzardo che non paga perché la pioggia non arriva e questo le esclude subito dalle posizioni di testa; dopodiché, Norris a metà gara va ko per un problema al cambio e Piastri sbatte addosso ad Albon al tornante. La Cadillac registra il cedimento strutturale della sospensione anteriore destra sull’auto di Perez, forse per effetto degli urti sui cordoli.

Il commento. Esplode definitivamente la rivalità dentro il box della Mercedes, su tutti i fronti, nelle dichiarazioni a mezzo stampa e nelle azioni in pista: digerito il colpo della gara sprint, Antonelli domenica sembra avere più birra e più inventiva, e questo già prima del ritiro di Russell che in Canada cercava il segnale della svolta e adesso inizia seriamente a vedere i fantasmi.

Le penalità. Nelle prove libere: 10 mila euro, più altri 20 mila con pena sospesa alla Racing Bulls per un’anomalia al sistema di neutralizzazione della frizione che impedisce di spostare l’auto di Lawson. In gara sprint: 10 secondi a Hulkenberg per aver tratto vantaggio da un fuoripista. In gara: 10 secondi a Piastri per l’incidente con Albon; ad Hadjar per cambio di traiettoria nel confronto con Hamilton; sempre ad Hadjar, anche uno stop-and-go di 10 secondi per aver ignorato le bandiere gialle; 5 secondi a Bottas e Hulkenberg per eccesso di velocità in pit lane; 5 mila euro di multa con pena sospesa per Russell che dopo il ritiro lancia in pista la protezione amovibile dell’abitacolo. Dopo la gara: 5 secondi a Bortoleto per guida lenta in regime di virtual safety car.

Dati e statistiche. Dal 1982 in poi, il Gran Premio si era sempre tenuto nel mese di giugno. Antonelli è l’unico nella storia della Formula 1 a conquistare le prime quattro vittorie consecutivamente. La McLaren resta la squadra che ha percorso meno chilometri dall’inizio del mondiale, anche meno dell’Aston Martin che partiva da ultima della classe.