Erano già un’anomalia per la Formula 1 moderna i 43 anni di Michael Schumacher nel 2012, oggi Fernando Alonso compie 45 anni e continua a spingere il limite più in alto. Fin dove, chissà. Sui piani per domani pesa più il fattore regolamenti che non la prestazione dell’Aston Martin: “Su circuiti come Silverstone e Spa, guidare queste auto non è quello che sogno per il mio futuro. Quindi, vedremo”.
Intanto, è già suo il record di stagioni mai disputate, 23 campionati non consecutivi dal 2001. Suo anche il record di partenze, 436 oppure 435 secondo i calcoli della Fia che non include il Gran Premio del Belgio del 2001 dove fu data ripartenza dopo l’incidente di Burti, quando Alonso era già fuori. Sottigliezze, nel labirinto delle statistiche. Il più vicino è Hamilton a 391, praticamente due anni indietro.
È un primato che in retrospettiva fa impressione. Nella storia della Formula 1, Graham Hill e Jack Brabham sono i primi ad andare in tripla cifra, insieme, a Mont Tremblant nel 1968, proseguono di pari passo fino al ritiro di Brabham nel ’70, dopodiché Hill in altre quattro stagioni lo stacca di 52 lunghezze e si ferma a 175. È un numero che all’epoca sembra inavvicinabile, tant’è che devono trascorrere 11 anni prima che qualcuno fissi il nuovo riferimento: è il 1986, Jacques Laffite alza di pochissimo l’asticella a 176. Tempo due anni e Riccardo Patrese la porta a 256, dopodiché ci vogliono altri 15 anni perché il tetto salti ancora: lo tocca Rubens Barrichello nel 2008 e lo demolisce salendo a 323 nell’arco di tre campionati. Kimi Raikkonen lo spinge ancora a 350. Poi Alonso lo brucia.
Sull’esplosione dei numeri incide soprattutto l’overdose di Gran Premi, la possibilità di fare almeno 24 gare all’anno, salvo guerre e pandemie, per cui numericamente oggi una stagione vale almeno 8 gare in più rispetto agli anni Ottanta. Per il resto, c’entra anche l’elemento anagrafico, il fatto che oggi un pilota possa iniziare a gareggiare prestissimo e quindi facilmente possa estendere la carriera. Appunto come Alonso, che ha cominciato a 19 anni e mezzo sfiorando il vecchio record di Mike Thackwell e ha trascorso più anni in Formula 1 che altrove.
Per questo motivo, oggi Alonso è anche un po’ la memoria storica della Formula 1: fra i piloti in attività è l’unico che ha conosciuto il warm up della domenica mattina e i motori V10, che ha visto il vecchio circuito di Hockenheim coi rettilinei interminabili nel bosco, che ha disputato le qualifiche nel formato classico di un’ora senza eliminazioni e quelle per somma di tempi nel 2005, che ha corso con l’obbligo del treno unico di gomme, che ha gareggiato contro Jacques Villeneuve e contro il papà di Verstappen. Cose di un’altra epoca, appunto.
Autopromozione
Accadde oggi, la Formula 1 in 366 giorni dal 1950 all’era moderna
Corse, duelli, episodi, curiosità giorno per giorno, scopri il libro su Amazon






