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La svolta per le gare d’auto in Svizzera. Ma un Gran Premio nazionale resta lontanissimo

La svolta per le gare d’auto in Svizzera. Ma un Gran Premio nazionale resta lontanissimo

Cade un’interdizione che è durata settant’anni, la Svizzera mercoledì 6 maggio ha revocato il divieto delle corse automobilistiche sul territorio nazionale modificando la legge sulla circolazione stradale con efficacia dal 1° luglio e intervenendo parallelamente anche sull’ordinanza relativa alle norme sulla circolazione stradale. Significa che i cantoni possono rilasciare individualmente le autorizzazioni alle gare, fermo restando il rispetto delle disposizioni normative generali.

La proibizione veniva dal 1955 e chiaramente dalla tragedia di Le Mans: la Mercedes di Pierre Levegh viene scaraventata sulla tribuna principale di fronte ai box, ci sono 84 morti incluso Lavegh e 120 feriti, è l’incidente più grave e catastrofico nella storia dell’automobilismo sportivo. Il contraccolpo è drastico in tutto il mondo civile: la Mercedes esce da ogni competizione sportiva, vengono cancellati vari Gran Premi in tutta Europa, ma la Svizzera è la più rigida perché sopprime nel senso più assoluto il motorsport dai propri confini. Di qui anche la dismissione del circuito semipermanente di Bremgarten, dopodiché il Gran Premio di Svizzera del 1982 segna un ritorno solo formale perché si corre comunque in campo neutro a Digione.

Negli anni, il blocco viene alleggerito solo per la Formula E grazie a una deroga governativa sulla legalizzazione delle competizioni riservate ai veicoli elettrici. Questo porta a disputare comunque soltanto due ePrix, a Zurigo nel 2018 e Berna nel 2019: non c’è seguito, a Zurigo per problemi logistici e per l’opposizione dei residenti, a Berna perché il comitato promotore va rapidamente in bancarotta.

Oggi invece arriva un passaggio epocale di adeguamento che salva la Svizzera dall’isolamento e la riporta potenzialmente dentro un ecosistema di forte interesse commerciale.

A ogni modo, il ritorno di un Gran Premio nazionale resta impraticabile nel breve termine: la Svizzera ovviamente non ha autodromi omologati, anche l’allestimento di un circuito urbano presuppone un iter preliminare con la Fia prima che vengano riconosciuti i requisiti per la concessione della licenza di grado 1 per la Formula 1. Oltre al fatto che il contesto elvetico si conferma severissimo in termini di attenzione verso inquinamento acustico e consumo di suolo.