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Il trucco dei teaser post che fanno hype social e revenue sharing, anche in F1

Il trucco dei teaser post che fanno hype social e revenue sharing, anche in F1

Nel primo pomeriggio di lunedì va virale un teaser post di Will Buxton su X: “Sento che sta per arrivare un grande annuncio prima della fine della giornata. Se è quello che penso, sarà assolutamente pesante”. Lui è una penna storica del giornalismo sportivo, ex redattore per GPWeek, poi volto di F1 TV e del canale ufficiale della Formula 1 su YouTube, oggi segue l’Indycar per Fox Sports in America, nel 2024 con un tweet identico ha anticipato il passaggio di Lewis Hamilton alla Ferrari.

Il colpaccio stavolta riguarda l’Indycar, è l’annuncio che Scott Dixon, sei volte campione di categoria, dopo 25 anni con il team di Chip Ganassi passa in Arrow McLaren con Felix Rosenqvist e Pato O’Ward dal 2027. È un fatto rilevante, ma non c’entra con la Formula 1 e questo fa crollare tanti castelli perché una parte della stampa si era convinta che stesse arrivando l’addio di Max Verstappen alla Red Bull, in diretta conseguenza di certe dichiarazioni severe dopo l’incidente di Silverstone.

Will Buxton martedì interviene in un podcast con David Coulthard: “Non mi aspettavo che la gente assumesse automaticamente che il post fosse su Verstappen”. In effetti, l’associazione l’ha fatta la rete. Ma non per questo lui è meno discutibile. Anzi, il gioco sta qui: dire senza dire, lasciando che il passaparola dei social faccia il resto generando clamore, attesa. Hype.

Ad oggi, per quanto vago e generico, quel post totalizza oltre 20 milioni di visualizzazioni, circa 2 mila commenti, quasi 6 mila repost e 36 mila like, cioè produce un livello di coinvolgimento oggettivamente impressionante. Ora, siccome chi l’ha scritto è membro premium di X, come tale guadagna attraverso un sistema di condivisione delle entrate che riconosce ai creator una quota dei ricavi pubblicitari generati dagli annunci visualizzati nelle risposte ai propri contenuti. Quindi: più engagement, più probabilità di mettere soldini in questo salvadanaio che si chiama Creator Revenue Sharing.

È una pratica antipatica. Alla quale la Formula 1 non è nemmeno nuova. Albert Fabrega, ex meccanico della Super Aguri e oggi reporter per la televisione spagnola, nel 2023 all’indomani del Gran Premio in Messico confeziona ad arte questo post su X: “No, non posso credere alla voce che ho appena sentito nel paddock”. All’epoca, si pensa alla rottura fra Fernando Alonso e l’Aston Martin. Non esce nulla, Fabrega a differenza di Buxton non ha niente per le mani e deve scusarsi. Ma gli resta tanto revenue sharing.