Non è così raro che gli ex dei motori si riciclino altrove – e si riciclino bene, fino alle Olimpiadi. Alla lista si aggiunge Simona De Silvestro che ai Giochi di Milano e Cortina gareggia per l’Italia nello bob, dopo che nei primi anni dell’era turbo ibrida era fortemente indirizzata verso la Formula 1.
Svizzera di nascita, italiana di passaporto, nel 2014 è affiliated driver alla Sauber che la preleva dall’Indycar con l’obiettivo di condurla passo passo alla nomina di titolare e riportare le quote rose nei Gran Premi dopo oltre vent’anni: “Riteniamo abbia talento, la sosteniamo nella sua scalata verso il vertice dell’automobilismo”, commenta Monisha Kaltenborn.
All’epoca, è la donna con il palmares più pesante, ma deve conquistare ancora la superlicenza per il debutto in Formula 1: “Un pilota affiliato deve prepararsi e imparare, prima di andare in macchina”, dice.
Tempo otto mesi ed è già fuori, per “motivazioni finanziarie” sostiene la squadra, imputabili a lei. Cioè, ai suoi sponsor. Il risvolto comico di tutta la faccenda è che la doccia gelata arriva mentre in edicola la copertina del numero di settembre di F1Racing Magazine la proietta verso il debutto nel 2015.
A ogni modo, di lei a Hinwil dicono un gran bene: “Lavorare con lei è stato piacevole. Adesso stiamo cercando altre possibilità affinché resti con noi, ma ci vorrà del tempo”.
Alla Sauber non torna mai. Nel curriculum invece mette Formula E, V8 Supercars e Gran Turismo e nuove apparizioni in America. Prima della chiamata verso le nevi, alla quale risponde solo per un motivo: arrivare a Milano e Cortina. Dall’intervista con Andrew Willis per goodwood.com: “Dovevo decidere quale sport potesse portarmi fin lì. Con lo sci, avrei dovuto sciare fin da quando avevo tre anni. Quindi ho pensato che guidare mi portasse verso il bob. Ci avevo pensato dieci anni fa, adesso è il momento di fare sul serio”.






