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Campioni di prepotenza (e immaturità)

Campioni di prepotenza (e immaturità)

Il motivo per cui Giles Richards magari è noto anche a chi non legge abitualmente il Guardian, è che a dicembre ad Abu Dhabi è stato l’unico a mettere Verstappen di fronte all’ipotesi che avesse perso il mondiale per via della penalità per la mattata su Russell a Barcellona – per la quale non era stato nemmeno punito a dovere, tra l’altro.

A quell’appunto, Verstappen aveva replicato con collera, qualcosa tipo: “Vedi solo una parte e non vedi tutto il resto”. E la prova che a distanza di mesi non abbia fatto pace con sé stesso sull’episodio di Barcellona e sulle conseguenze, viene dalla conferenza stampa di giovedì della Red Bull a Suzuka, dove Verstappen per la prima volta si ritrova a faccia a faccia con Richards e… pretende che lui esca dalla sala, prima di cominciare.

Il siparietto è assurdo, Verstappen mette in chiaro che alla base di tutto c’è, effettivamente, quella domanda su Barcellona. Ne viene uno scambio veloce di battute, dopodiché Richards si allontana e la conferenza stampa comincia, nessuno dei colleghi prende posizione, nessuno dell’entourage della Red Bull interviene per mettere in riga Verstappen.

In serata, Richards in un post sul sito della sua testata non arretra di un millimetro, giustamente: “A volte, le domande difficili vanno fatte, fa parte del lavoro ed è una conseguenza del privilegio che viene da questo lavoro”. E sui colleghi: “Erano scioccati, si sono preoccupati della mia serenità, ma la mia serenità è a posto. Piuttosto, la parte difficile è parlarne in prima persona”. Quanto a Verstappen, nulla di personale: “Negli anni sono stato accusato di essere anti Hamilton, anti Vettel e anti-chi-volete-voi”. Imparziale, insomma.

Ora, Verstappen non è nemmeno il primo a uscirsene con atteggiamenti insolenti verso i giornalisti. Per dire: Hamilton, proprio a Suzuka, dieci anni fa si sentiva in diritto di fare il buffone con lo smartphone in conferenza stampa perché “tanto è sempre la stessa cosa”. Vettel spesso rispondeva con acidità anche alla Gazzetta dello Sport.

Il punto è che Verstappen tocca picchi di prepotenza intollerabili, con una certa frequenza e quella condotta abituale da bulletto che sa di avere le spalle coperte. Da questo punto di vista, un pilotino immaturo che non è mai cresciuto malgrado quattro titoli mondiali, 71 vittorie e millemila punti.