·

Prestazioni e sponsor, così l’Haas è arrivata alla rottura con Ocon in Messico

Prestazioni e sponsor, così l’Haas è arrivata alla rottura con Ocon in Messico

Il punto a suo sfavore è che il confronto con Bearman lo vede perdente e questo è un fatto oggettivo che Ocon giovedì in sala stampa a Città del Messico commentava così: “Sono soddisfatto di come ho massimizzato la prestazione, non dico di averlo fatto ogni gara perché sarebbe una falsità, ma l’ho fatto abbastanza spesso”.

A ogni modo, l’elemento agonistico all’Haas non è mai l’unico fattore, c’entra anche un certo aspetto commerciale, la mancata disponibilità dei suoi sponsor a vedere al rialzo le cifre dell’ingaggio. Questo spiega perché l’opzione per il 2027 sia stata fatta scadere in estate: “Per l’anno prossimo sono un giocatore svincolato”, diceva Ocon prima di Baku.

Fra agosto e settembre c’è un lunghissimo programma comparativo di test a cui prendono parte Rafael Camara, Jack Doohan, Leonardo Fornaroli, Ryo Hirakawa e Sho Tsuboi. La spunta Camara, forse anche grazie all’aggancio con l’academy della Ferrari: “Niente contro di lui – dichiara Ocon – perché ha dimostrato il proprio valore e merita di essere in Formula 1. Sono io che non merito di essere fuori”.

Da quel momento il rapporto con la squadra precipita fino al benservito che viene stabilito in Messico nella notte fra venerdì e sabato. Nel paddock è disponibile Hirakawa che è già andato in pista nella prima sessione di prove libere in base all’accordo che prevede almeno quattro scambi all’anno in favore di una new entry, il team decide che il weekend deve continuarlo lui. Che pure non nasconde una certa sorpresa nelle dichiarazioni ufficiali.

Sabato mattina, Ocon è già sull’aereo per rientrare in Europa mentre esce una nota della squadra che non fa cenno alle motivazioni dello strappo. Qui la stampa cerca Ayao Komatsu, il quale si limita a escludere ragioni di salute, rafforzando implicitamente l’ipotesi di un pretesto che abbia attivato una qualche clausola per un provvedimento estremo. La più plausibile è che abbia pesato quello scambio via radio con Laura Muller sul programma di analisi delle gomme nelle prove libere. L’Equipe nell’edizione online riferisce di una discussione nel box nel briefing della sera, Ocon attraverso un comunicato ufficiale non nega, ma interviene per spegnere quella che nel frattempo è diventata una voce incontrollata su vari organi di stampa, circa un presunto confronto fisico con qualcuno dello staff.

A prescindere da tutto, finisce com’era finita con l’Alpine e cioè a tirarsi gli stracci: nel 2024, quando Ocon ha già firmato per l’Haas, all’ultima gara di campionato l’Alpine pretestuosamente tira fuori una clausola per la rescissione anticipata lasciandolo a piedi per anticipare l’esordio di Doohan. Anche là, Ocon viene privato del saluto finale, per il quale peraltro si è fatto preparare un casco celebrativo che resta sulla mensola. All’epoca c’è l’Haas in prospettiva, oggi invece Ocon – che è stato anche nell’orbita della Mercedes prima che gli venisse preferito George Russell – ha tutte le strade sbarrate e poche chance di trovare un paracadute.