·

Sepang, l’enigma della nuova Mercedes che fallisce l’obiettivo degli aggiornamenti

Sepang, l’enigma della nuova Mercedes che fallisce l’obiettivo degli aggiornamenti

Non una versione B, ma quasi. La Mercedes portava a Sepang il primo pacchetto importante dopo Montreal, pance, fondo e sospensioni posteriori che si è tenuta in laboratorio per diverse settimane prima della delibera: “C’è un grosso lavoro dietro, il team vuole avere la certezza che funzioni”, diceva Kimi Antonelli ad agosto, confermando quelle perplessità che venivano dalla necessità di ottimizzare la resa aerodinamica in correlazione alla resa elettrica, in termini di tempo di erogazione di energia e velocità di ricarica della batteria.

Alla fine, la W17 evo non debutta benissimo: “Però – il commento di George Russell – se avessimo usato il nuovo pacchetto lo scorso weekend a Baku, magari saremmo stati comunque in pole position e avremmo detto che l’aggiornamento era fantastico. E se in Malesia avessimo portato la vecchia auto, forse il risultato sarebbe stato anche peggiore”.

Cioè, la Mercedes globalmente resta convinta che lo sviluppo funzioni, ma per qualche motivo la prestazione a Sepang non s’è vista. Il commento di Toto Wolff, sabato: “Ci aspettavamo di portare tre decimi, invece sembra che abbiamo fatto un passo indietro anche di mezzo secondo”. Non a caso, mezzo secondo è il distacco che Antonelli paga dalla pole di Verstappen, rispetto al quale perde soprattutto nelle curve lente e nella velocità di punta.

Bradley Lord, il vice di Wolff, parlava di una combinazione di fattori, incluse le condizioni dell’asfalto su cui sono inciampate anche le simulazioni della Pirelli. Nel caso della Mercedes, questo ha determinato una serie di complicazioni sul controllo della temperatura delle gomme, come non capitava dall’anno scorso, tant’è che la strategia di gara è stata impostata sulla mescola media, quando invece la Red Bull ha avuto ragione con la gomma morbida.

Antonelli dopo la qualifica osservava: “Con l’asfalto così usurato e con questo caldo non è facile capire bene in che finestra funziona il nuovo pacchetto. Il passo nelle prove non era male, però siamo dietro alla Red Bull. E anche dietro alla Ferrari”.

A ogni modo, lui ancora una volta minimizza i danni e si adatta meglio di Russell, il quale torna a una dimensione ordinaria dopo il grande slam di Baku. E questo già prima dello stop che domenica gli nega 15 punti e un altro pezzo di mondiale. Tra l’altro, a pochi metri dal punto dove si era fermato Hamilton nel 2016, per un guasto che anche all’epoca ebbe un peso sulla classifica finale.