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Sepang 2016, la disfatta di Hamilton che rischia la frattura con la squadra

Sepang 2016, la disfatta di Hamilton che rischia la frattura con la squadra

Nella cultura malese il destino avverso si chiama nasib malang, è un evento contrario e inaspettato, a Sepang è un motore relativamente fresco con seicento chilometri nei pistoni che ti lascia a piedi sul circuito del tuo sponsor mentre sei in testa a quindici giri dal traguardo e “senza avvisaglie dalla telemetria”, fa sapere la Mercedes. È il momento decisivo per i conti del campionato, e qui Hamilton al fato ci crede poco e si sente tradito, rischia una frattura insanabile con meccanici e manager:

Le mie domande sono rivolte alla Mercedes. Abbiamo perso tanti motori quest’anno, ma ci sono otto piloti e i miei sono gli unici che cedono. Qualcuno deve darmi delle risposte, la situazione è inaccettabile. Qualcosa o qualcuno non vuole che io vinca quest’anno.

All’ufficio stampa tocca smussare i toni della polemica, viene diffusa una nota di Paddy Lowe a supporto del fatto che le rotture oltre a non essere intenzionali non hanno neanche un legame specifico con lo stile di guida. Piuttosto, evidenziano una criticità oggettiva su cui la Mercedes a partire dalla gara successiva interviene attraverso una variazione dei parametri di esercizio. Per tutti, inclusi i clienti.

A ogni modo, resta l’ipotesi che Hamilton a Sepang prima di tritare il motore corresse con una mappatura aggressiva potenzialmente più pericolosa per l’affidabilità, per rispondere alle Red Bull che stavano guadagnando terreno. Hamilton lo dice fra le righe, ma Helmut Marko lo dà per certo:

Credo siamo stati noi a portarli verso la rottura di quel motore. Abbiamo esercitato costantemente pressione, abbiamo sfidato la sua leadership, sapendo che dovesse crearsi un margine di vantaggio e andare sempre a tavoletta. E questo non è stato ideale per il suo motore.

Nel fumo azzurrognolo del trapasso della parte endotermica, Hamilton vaporizza una chance pesantissima per guadagnare punti su Nico Rosberg. Il quale alla partenza viene danneggiato da una manovra sconsiderata di Sebastian Vettel che entra come un bisonte nella prima curva, apparecchiando quella che sarà una doppietta per la Red Bull, la prima da Interlagos 2013, quando in Formula 1 si correva ancora con i motori aspirati e la Mercedes non faceva paura a nessuno.