Era la donna più ricercata nel paddock di Baku, Jamie Chadwick veniva da un test sulla FW47 a Portimao per cui nell’ultimo decennio è la prima donna su una Williams, dopo Susie Wolff che ha interrotto il programma nel 2015 e l’ha ispirata in questo percorso verso i motori: “Ero piccola, la guardavo salire sulla Williams. È stato un grande stimolo, vorrei fare lo stesso per le generazioni future”.
Passaporto britannico, nasce il 20 maggio 1998 all’Isola di Man da padre inglese e madre indiana. Studia al college di Cheltenham, comincia a gareggiare in kart all’età di 11 anni sulle orme del fratello, è in Gran Turismo a 15, quando sceglie definitivamente i motori all’hockey. E fa bene, evidentemente, perché nemmeno maggiorenne ha già il titolo nazionale in classe GT, è il vincitore più giovane di sempre oltre che la prima donna a centrare l’impresa.
Da lì passa in monoposto, accede alla Formula 3 britannica e nel 2018 si aggiudica la tappa a Brands Hatch. Infaticabile, salta da una categoria all’altra, è anche in Formula E con il team Nio per gli appuntamenti di Riad e Marrakesh.
Quando la Fia nel 2019 istituisce le W Series, il campionato per sole donne, lei non può non esserci: ci arriva con il team Hitech GP, vince la gara d’esordio della categoria, poi conquista cinque podi su sei e mette le mani sul titolo, per 10 punti su Beitske Visser. Rivince altre due edizioni, praticamente tutte quelle che si disputano prima del crollo di questo monomarca rosa che di fatto viene sostituito nel 2023 dalla F1 Academy, in cui ogni squadra di Formula 1 si impegna a sostenere direttamente almeno una delle iscritte.
Lei comunque non partecipa perché è impegnata a vincere gare altrove, in Indy NXT e LMP2, la categoria cadetta dell’Indycar e la classe propedeutica ai prototipi tipo Le Mans, dove si corre misto. Da una vecchia intervista: “Sono cresciuta giocando a calcio e non ho mai capito perché i maschi dovessero giocare separatamente”.
Il test di Portimao è il primo in sette anni alla Williams, durante i quali le è toccata la qualifica di pilota junior e ambasciatrice del marchio, più la seconda che la prima, più uscite promozionali che incarichi al simulatore. È stata usata l’auto del 2025, nel rispetto della normativa che concede i telai del ciclo di regole precedenti fino a un limite di venti sessioni all’anno per un massimo di mille chilometri complessivi, un’opportunità a cui la Williams per motivi finanziari non aveva aderito prima dell’anno scorso. E questo da un lato è stato un fattore che ha determinato il ritardo. Dall’altro: “In tutta onestà penso pure che il livello a cui fossi non si allineava esattamente alle esigenze”.
Ad oggi, sulla rotta verso la Formula 1, con Jamie Chadwick ci sono soprattutto Jessica Hawkins e Doriane Pin, rispettivamente con l’Aston Martin e la Mercedes. Tutte le altre di cui si fanno i nomi sono almeno un passo indietro, se non altro perché un test ufficiale ancora non l’hanno fatto.






