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Silverstone e il Gran Premio di Gran Bretagna in dieci curiosità che non sapevi

Silverstone e il Gran Premio di Gran Bretagna in dieci curiosità che non sapevi

1. L’ombelico del mondo. Silverstone rappresenta il cuore della motor valley inglese, il distretto industriale con vocazione prettamente motoristica: nel raggio di novanta chilometri dalla pista ci sono le basi di Alpine, Aston Martin, Haas, McLaren, Mercedes, Red Bull e Williams, una succursale dell’Audi e una della Racing Bulls. In Italia qualcosa di analogo si trova in Emilia Romagna, sebbene l’inclinazione non sia specifica verso la Formula 1, dove lavorano Ducati, Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani.

2. Che storia. Nel 1085 Guglielmo il Conquistatore ordina il censimento delle proprietà del regno. Ne viene fuori il Domesday Book che tuttora è considerato uno dei documenti storici più importanti d’Inghilterra. E dentro è menzionato pure il villaggio di Silverstone.

3. Studio e motori. Dal 2013 le strutture del circuito ospitano un istituto tecnico sovvenzionato dal governo e specializzato in ingegneria e gestione di eventi tecnici.

4. Modello unico. La coppa di Silverstone è la più prestigiosa e antica della storia: tutta d’oro, 3 chili per 64 centimetri di altezza. Risale al 1871, è l’opera di un orefice di Covent Garden destinata presumibilmente alle competizioni sportive per il college di Eton. Al vincitore del Gran Premio spetta una replica, l’originale si usa per la cerimonia del podio e poi viene restituita all’associazione automobilistica inglese che la mette sotto chiave fino all’anno dopo. Ed è un bene, perché Rubens Barrichello nel 2003 la sua coppa l’ha mandata in mille pezzi al gate dell’aeroporto di Heathrow.

5. Agli albori, parte 1. Con Elisabetta che entro due anni sarà regina, il 13 maggio 1950 in occasione della nascita del mondiale di Formula 1 c’è re Giorgio VI in tribuna a Silverstone: “L’unica volta – battono le cronache ufficiali – in cui un monarca regnante è andato a una gara automobilistica in Gran Bretagna. I reali hanno una loggia d’onore sul rettilineo di partenza, con poltrone dorate e decorazioni floreali, poi si spostano su una tribuna riservata con vista sulle curve.

6. Agli albori, parte 2. Quel giorno, al primo Gran Premio della storia, manca la Ferrari che non concorda sui premi di partecipazione. C’è Bernie Ecclestone invece, a 19 anni partecipa a tempo perso a una gara di contorno, su una Cooper 500 di Formula 3, con il papà la trasporta su un furgone dove trascorre pure la notte.

7. Il primo mattone. Due big team hanno conquistato proprio a Silverstone la prima vittoria del palmares, entrambi nello stesso giorno del calendario, il 14 luglio: la Ferrari nel 1951 con Froilan Cabezon Gonzalez sulla 375 e la Williams nel 1979 con Clay Regazzoni sulla FW07/2.

8. Storie speciali. Silverstone nel 1956 registra l’unica partecipazione in Formula 1 di Archie Scott Brawn: la sua storia è toccante, la vita gli trova una collocazione nell’automobilismo nonostante le malformazioni alle gambe e al braccio destro. In altre categorie vince 70 volte.

9. Momenti di gloria. Il matto in basco e kilt che è sbucato sul rettilineo degli hangar nel 2003 è Cornelius Horan, un sacerdote cattolico con qualche rotella fuori posto. L’anno dopo s’è fatto rivedere alla maratona olimpica di Atene, ha aggredito Vanderlei Lima al trentacinquesimo chilometro e nel 2006 ha tentato l’irruzione alla finale dei mondiali di calcio in Germania.

10. Le altre. Oltre a Silverstone, le piste inglesi che hanno ospitato la Formula 1 sono Aintree con 5 edizioni, Brands Hatch con 14 e Donington con una, sotto l’etichetta di Gran Premio d’Europa.