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Sciatto, ma coerente il commento all’inaugurazione delle Olimpiadi sulla Rai

Sciatto, ma coerente il commento all’inaugurazione delle Olimpiadi sulla Rai

C’è un antefatto. Alla vigilia della cerimonia di inaugurazione dei Giochi invernali di Milano e Cortina, in occasione della conferenza stampa di presentazione del palinsesto olimpico, Auro Bulbarelli che RaiSport ha designato al commento dell’evento di San Siro fa una gaffe imperdonabile, uno spoiler che viola la segretezza della scaletta: svela che il presidente Mattarella avrà una parte nel programma, “una clamorosa sorpresa, paragonabile a quanto avvenuto a Londra 2012 con Elisabetta II e James Bond” – sarà l’arrivo sul tram, condotto da Valentino Rossi – e prende in contropiede anche la stessa Fondazione che organizza e promuove i Giochi.

Gli costa l’incarico della telecronaca, è il pretesto che aspetta Paolo Petrecca, il direttorissimo, già varie volte sfiduciato, per autoproclamarsi al microfono della serata più importante della stagione sportiva. Nondimeno, sulla prima rete nazionale.

Finisce con parole a caso, sviste clamorose, silenzi indecenti consegnati a imperitura memoria sui social media, per evidente impreparazione e approssimazione. Il passaggio più clamoroso: la fiamma olimpica passa dalle ragazze ai ragazzi della pallavolo – gente iridata, che ha vinto un doppio oro storico nel 2024, nemmeno un’epoca fa – i quali banalmente e sciattamente diventano “altri tedofori”, senza che nessuno muova un dito in soccorso in cabina di commento, dove ci sono anche Fabio Genovesi e Stefania Belmondo.

È tutto molto irritante, è sciatto, è penoso. Ma in fondo, è una prova di coerenza senza precedenti, perché di fronte ai cerchi olimpici bisognava rappresentare l’italianità in tutto e per tutto, incluso il malcostume della superbia di certe cariche apicali con le spalle coperte. Nel giornalismo come altrove.

Per tutto il resto: auguri, squadra Italia.